Storico Artistico Santa Maria Maggiore, il primo presepe scultoreo al mondo realizzato da Arnolfo di Cambio
L'opera fu commissionata da Papa Nicolò V e realizzata tra il 1290 e il 1292. E' il primo presepe tridimensionale della storia dell'arte.
Tipologia di presepe
Tipologia: Storico Artistico
Dimensioni: 70 cm, la Madonna 100 cm
Materiali: Marmo di Carrara
Ambientazione: -
Anno di costruzione: 1290
Visibilità: Internazionale
-
Data apertura
1 Gennaio 2026 -
Data chiusura
31 Dicembre 2040
Il presepe - Santa Maria Maggiore, il primo presepe scultoreo di Arnolfo di Cambio
Il Presepe di Arnolfo di Cambio, scolpito tra il 1290 e il 1292 per la Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, è universalmente riconosciuto come il primo presepe tridimensionale della storia dell’arte. L’opera in marmo di Carrara fu commissionata da papa Niccolò IV — primo pontefice francescano — per l’oratorio destinato a custodire le reliquie della Sacra Culla. L’obiettivo era tradurre in pietra la profonda spiritualità di San Francesco d’Assisi, che nel 1223 aveva dato vita al primo presepe vivente a Greccio.
L’impianto originario comprendeva diverse sculture a tutto tondo e ad alto rilievo. Del complesso autografo oggi si conservano la figura pensierosa di San Giuseppe, il bue e l’asinello posti accanto alla mangiatoia, un Re Magio in ginocchio e altri due scolpiti in piedi in un unico blocco nell’atto di avanzare. La Madonna col Bambino attualmente visibile, pur mantenendo l’impianto monumentale arnolfiano, è stata in gran parte rimaneggiata nella seconda metà del Cinquecento.
L’autore dell’opera, Arnolfo di Cambio (1245 circa – 1302-1310 circa), è stato tra i protagonisti più poliedrici e rivoluzionari del Duecento italiano. Allievo di Nicola Pisano — con cui collaborò al Pulpito del Duomo di Siena —, Arnolfo superò i canoni del Gotico internazionale gettando le basi per il Rinascimento, affiancando la svolta tridimensionale di Giotto con una pari ricerca di volume in scultura e architettura.
Come scultore introdusse un drammatico senso dello spazio e della massa corporea. Attivo a Roma al servizio di Carlo I d’Angiò e di Papa Bonifacio VIII, creò i celebri cibori di San Paolo fuori le Mura e Santa Cecilia in Trastevere, oltre al celebre San Pietro in cattedra nella Basilica Vaticana. La sua eredità più maestosa appartiene infine a Firenze: nominato capomastro di Santa Maria del Fiore nel 1296, concepì l’impianto originario della cattedrale, tracciando anche i disegni fondamentali di Palazzo Vecchio, delle mura cittadine e della Basilica di Santa Croce.
Ulteriori informazioni sul sito www.visitsantamariamaggiore.com
