Presepe Vivente Greccio, la rappresentazione storica del primo presepe vivente di San Francesco
Sei scene, un centinaio di figuranti per fare memoria del primo presepe vivente del mondo. Una rappresentazione tutta da seguire nel segno di S.Francesco. La rievocazione custodisce questa eredità nello scenario naturale ai piedi del santuario di Greccio.
Tipologia di presepe
Tipologia: Presepe Vivente
Dimensioni: Il centro storico di Greccio
Ambientazione: 1223
Anno di costruzione: -
Visibilità: Internazionale
-
Data apertura
24 Dicembre 2026 -
Data chiusura
6 Gennaio 2027
Il presepe - Greccio, la rappresentazione storica del primo presepe vivente
Greccio sorge a 705 metri di altitudine, adagiato sulle pendici dei Monti Sabini che si affacciano sulla pittoresca Piana Reatina. Questo borgo medievale della provincia di Rieti incanta per la sua posizione panoramica e la natura incontaminata che lo circonda. La sua vera peculiarità risiede nell’inestricabile legame con San Francesco d’Assisi e nello straordinario Santuario del Presepe, un complesso monastico incastonato nella roccia dove il paesaggio aspro e suggestivo invita alla meditazione e allo spirito d’attesa.
Nel cuore della Valle Santa Reatina, la storia del presepe di Greccio affonda le sue radici nella notte di Natale del 1223, quando San Francesco trasformò una grotta sulle pendici della montagna nel teatro della prima rievocazione della Natività della storia. Rientrato dalla Terra Santa e rimasto colpito da Betlemme, Francesco desiderava contemplare con i propri occhi la povertà in cui nacque il Salvatore. Con l’aiuto del nobile Giovanni Velita, allestì una mangiatoia con fieno, un bue e un asinello. Quella notte il bosco si popolò di frati e contadini con torce. Durante la messa, la tradizione narra che tra le braccia di Francesco apparve miracolosamente un bambino vero.
Oggi la rievocazione custodisce questa eredità attraverso una rappresentazione di straordinaria suggestione nello scenario naturale ai piedi del santuario rupestre.
La drammatizzazione si articola in sei scene storiche ben strutturate che ripercorrono la vita di borgo nel Duecento, la concessione della Bolla da parte di Papa Onorio III, l’accoglienza dei frati, l’incontro con Giovanni Velita e il momento culmine della Natività. Oltre cento figuranti in costumi d’epoca filologici, confezionati con tessuti grezzi dell’epoca come lana e lino, popolano la scena ricreando popolani, nobili e frati.
L’ambientazione, tra pareti rocciose nude e boschi, è valorizzata da un gioco di luci e fiamme che enfatizza il clima medievale. La narrazione guida lo spettatore con dialoghi intensi, voci fuori campo e canti sacri, trasformando la finzione in un’esperienza di pura memoria e fede.
La manifestazione è organizzata dalla ProLoco di Greccio.

