Artistico Al Santuario della Verna nel Corridoio delle Stimmate il presepe francescano di Nado Canuti

Realizzato in bronzo nel 1963 rappresenta il primo presepe della storia

  • Artistici (medie dimensioni)
Al Santuario della Verna nel Corridoio delle Stimmate il presepe francescano di Nado Canuti

Tipologia di presepe

Tipologia: Artistico

Dimensioni: 2 metri circa

Materiali: Bronzo

Ambientazione: 1223

Anno di costruzione: 1963

Visibilità: Regionale

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Via del Santuario della Verna, Santuario della Verna Chiusi della Verna (Arezzo)
calendar_month Periodo di apertura
  • Data apertura
    1 Gennaio 2026
  • Data chiusura
    31 Dicembre 2030
schedule Orari
dalle 09:00 alle 19:00
Festivi dalle 09:00 alle 19:00
E' collocato alla fine del corridoio delle stimmate, prima di entrare nella Cappella. Segue gli orari di apertura del corridoio. E' permanente, visibile tutto l'anno.

Il presepe - Al Santuario della Verna nel Corridoio delle Stimmate, il presepe francescano di Nado Canuti

Il Corridoio delle Stimmate, situato nel cuore del Santuario della Verna nel Casentino, è uno dei luoghi più suggestivi e spiritualmente densi dell’intero complesso francescano.
Fu edificato tra il 1578 e il 1582 per una precisa esigenza pratica: collegare la Basilica maggiore alla Cappella delle Stimmate, proteggendo i frati dalle rigide intemperie invernali della montagna toscana. Una celebre leggenda narra infatti che, dopo una violenta tormenta che aveva impedito ai religiosi di raggiungere la cappella, gli animali del bosco avessero calpestato la neve fresca per compiere la processione al loro posto. Da allora, la solenne processione quotidiana si ripete ininterrottamente ogni pomeriggio alle ire 15.15.
Lungo le pareti del corridoio si sviluppa un importante ciclo d’arte. Gli antichi affreschi seicenteschi, ormai deteriorati dal tempo, vennero sostituiti nel corso del Novecento da una serie di 21 affreschi del pittore Baccio Maria Bacci, che illustrano con intensa forza narrativa i momenti salienti della vita di San Francesco.
A metà del percorso si apre inoltre l’accesso alla suggestiva grotta del letto di San Francesco, una spaccatura nella roccia dove il Santo era solito riposare sulla pietra nuda, aggiungendo un ulteriore elemento di austera penitenza a questo spazio di transito e meditazione.

Al termine del Corridoio delle stimmate, e precisamente sotto l’affresco “San Francesco e il Serafino” di Silvestro Pistolesi (2009) è collocato sulla destra il presepe francescano realizzanto in bronzo da Nado Canuti nel 1963.
Nato a Bettolle (Siena), Canuti ha realizzato sculture e altorilievi in bronzo che rievocano storicamente e su precisi dati agiografici il primo presepe della storia, istituito da San Francesco a Greccio. Ed è proprio la rappresentazione della scena di Greccio che Canuti ha rappresentato in bronzo con San Francesco in estasi che tiene in braccio il bambino, il bue e l’asino nella mangiatoia, i confratelli di Francesco, gli abitanti di Greccio.

Alle sue opere in bronzo realizzate per il Santuario della Verna è dedicato un volume a cura di Roberto Cefoloni dal titolo “Come uno scrigno: Nado Canuti: uno scultore sotto gli occhi delle robbiane. Le opere di Nado Canuti nella Cappella delle Stimmate”, pubblicato dalle Edizioni La Verna nel 1995.

Durante il periodo natalizio nel Santuario e in altri luoghi del convento vengono realizzate tradizionali rappresentazioni della Natività. Nel 2023, in occasione dell’ottocentesimo anniversario del primo presepe, fu realizzata sotto il piazzale del santuario, lungo il percorso che porta al “Sasso spicco”, una esposizione presepiale straordinaria durante il periodo estivo organizzata dall’associazione nazionale Città dei Presepi inaugurata per conto del Pontificio Consiglio per le Nuove Evangelizzazioni del Vaticano, da don Christian Chira, allora responsabile della mostra 100 presepi in Vaticano.

Il santuario della Verna è un importante crocevia del cammino di Francesco. Qui si incontrano i percorsi provenienti da Rimini e da Firenze per poi ripartire in direzione Caprese Michelangelo e Sansepolcro.

Testo e foto: © Fabrizio Mandorlini