Presepi

A Tredozio il presepe è allestito al vulcano più piccolo del mondo senza bue e asino. Ma ci sono anche i “presepi in vetrina” e il presepe vivente

17 Agosto 2022 - , Tredozio

A Tredozio il presepe è allestito al vulcano più piccolo del mondo senza bue e asino. Ma ci sono anche i “presepi in vetrina” e il presepe vivente

Fa freddo e non sapete come riscaldarvi? C’è un luogo in cui anche Maria, Giuseppe e il bambino Gesù si sono fermati e dove il freddo e il gelo sono solo un ricordo. Anzi, malgrado si sia in montagna e la notte le temperature calino bruscamente, i genitori di Gesù hanno deciso di congedare anche il bue e l’asinello e trasformare la mangiatoia in una capanna all’aperto ben areata. Siamo a Tredozio sull’Appennino Tosco-Emiliano.
Quanti di voi conoscono questa cittadina o ci sono andati?
Da ora in poi ci sono nuovi motivi per andare a conoscere Tredozio. Qui infatti, nel vicino monte Busca si trova il vulcano perenne più piccolo del mondo. Non si spenge mai ed è dunque sempre acceso. Qui l’artista Luca Ceroni ha allestito una natività, dando continuità al suo percorso presepiale che lo ha visto realizzare anche una natività, in pezzo unico in legno, di fronte alla chiesa di San Michele. Il monte Busca è situato tra l’alta val Montone e l’alta val Tramazzo e il vulcano altro non è che una “fontana ardente” di metano conosciuta in attività fin da prima del XVI secolo in quella che viene chiamata località “Inferno”.

Il presepe in vetrina lungo le strade della cittadina

La tradizione dei presepi a Tredozio è di lungo corso. L’ex monastero, ora in restauro, ha accolto le prime edizioni della mostra presepiale riscuotendo fin da subito uno spiccato interesse, così come è avvenuto per i presepi all’interno dei palazzi storici. Recentemente la necessità di avere a disposizione dei luoghi facilmente accessibili e in sicurezza covid-19 ha spinto gli organizzatori a dare vita ai “Presepi in vetrina”. La gente dunque può passare e visitare le rappresentazioni stando all’aperto senza la necessità di svolgere procedure di controllo. Ecco che lungo le strade della cittadina il percorso si snoda dando nuova vita ai fondi sfitti. Tutti sono stati coinvolti: i commercianti hanno allestito nelle loro attività, i bambini delle scuole hanno dato il loro contributo realizzando in alcuni casi i personaggi, la Pro Loco e il comitato dei genitori di Tredozio sono stati partecipi nelle realizzazioni, il comitato presepi presieduto da Otello Signani ha coordinato il tutto insieme all’amministrazione comunale. E al di fuori delle vetrine ecco nel lungo fiume un particolare presepe realizzato con statue giganti in compensato, come se la natività vegliasse sul corso d’acqua.

Il presepe vivente dell’8 dicembre

Il presepe vivente è composto dai personaggi principali, Giuseppe, Maria, Gesù Bambino, i pastorelli, gli angeli, i magi etc e viene rappresentato ogni anno l’8 dicembre per l’Immacolata Concezione. La rappresentazione coincide con l’inaugurazione della mostra dei presepi nelle vie del centro storico. Sono i personaggi del presepe che guidano i visitatori nei luoghi dove sono stati allestiti i presepi. La musica accompagna questi momenti dando vita, insieme ai partecipanti, a un vero e proprio corteo che annuncia il Natale. Gli abitanti sono coinvolti nell’iniziativa, alcune persone realizzano per l’occasione i costumi preparandoli precedentemente.

Tredozio (Forli-Cesena), una cittadina di frontiera sull’Appennino Tosco-Emiliano

Per cinque secoli Tredozio fu terra di frontiera fra la Toscana e lo Stato Pontificio; sicuramente anche terra di contrabbando e di residenza provvisoria per famiglie e personaggi provenienti da Firenze o da Faenza; nacquero in questo periodo alcune fra le costruzioni rurali ed i palazzi più belli ancor oggi esistenti nel centro e nella campagna; si insediarono o iniziarono la costruzione del loro dominio economico alcune importanti famiglie (Vespignani, Fantini, Bonaccorsi, Frassineti…). L’Umanesimo e il Rinascimento lasciano le loro tracce anche in un piccolo centro come Tredozio: Faustino Perisauli (Pietro Paolo Fantini) scrive il “De Triumpho Stultitiae” (forse ispiratore della “Laus Stultitiae” erasmiana) e frequenta i circolo culturali riminesi e romani; la famiglia Fantini fornisce segretari e dignitari a nobili ed ecclesiastici famosi come il Cardinale Ippolito D’Este; altri tredoziesi diventano importanti funzionari dell’amministrazione fiorentina; si amplia e si arricchisce di opere d’arte il Monastero dell’Annunziata, divenuto nel 1536 sede delle Monache Domenicane, provenienti dal vetusto “Luogo D’Africa”.
A parte alcuni avvenimenti particolarmente drammatici, menzionati regolarmente nei documenti degli archivi storici, come le varie epidemie di peste o i numerosi terremoti (alcuni disastrosi come quello del 1661), la vita del paese si è poi svolta abbastanza tranquillamente, sempre più esclusa dalle grandi vie di comunicazione e sempre più isolata dal resto della Toscana; isolamento che ha influito notevolmente sia sulla storia che sul carattere della popolazione. Nonostante ciò alcuni personaggi sono riusciti comunque ad emergere nella società del loro tempo, a conferma della vivacità intellettuale e culturale dell’ambiente tredoziese: si citano i più importanti: Pietro Montagnani, filosofo e teologo, Suor Rosa Teresa Brenti fondatrice del monastero di Fognano (Ra) vissuti entrambi nell’800, e la poetessa Virginia Fabroni.