Il Corteo delle Natività più lungo d’Italia ha sfilato nel centro di Pontedera

I presepi quest’anno ci saranno e l’Italia dei Presepi è ripartita da Pontedera. Qui un lungo corteo ha fatto da prologo a quanto si svolgerà nei rispettivi paesi nei giorni di Natale.

Equi Terme, Pescia, San Miniato, Casciana Terme Lari, Legoli, Badia San Savino, Casteldelbosco, Pino, Veneri, Ruota, Forcoli. Sono solo alcune delle delegazioni dei presepi viventi che hanno partecipato al Corteo delle Natività sabato 20 novembre scorso nel centro cittadino.

Città e paesi, spesso sconosciuti al grande pubblico o noti per altre cose, ma che, quando parliamo di presepi, sono mete apprezzate e famose grazie al lavoro dei loro presepisti..
A Pontedera oltre a circa 200  figuranti hanno sfilato insieme ad alcuni animali simbolo del presepe. A partire dall’asina Fiaschina di Pescia che vanta già un’esperienza di otto presepi viventi, a due sue coetanee provenienti da Ruota: le asine Caterina e Giuseppina  in compagnia dell’asino Doretto. Da Legoli è arrivato l’agnellino Nuvola, Anche le galline hanno risposto positivamente al richiamo del Corteo delle Natività ed erano rappresentate da Bianchina e Antonella di Ruota, che hanno lasciato il loro pollaio per l’intero pomeriggio.

Si è sfilato in sicurezza sotto ogni punto di vista. I figuranti erano distanziati tra loro e con la mascherina: una mascherina diversa a seconda del periodo in cui era ambientata la loro rappresentazione.

L’associazione nazionale Città dei Presepi ha infatti stilato alcuni suggerimenti di applicazione dei protocolli covid-19 esistenti per cercare di favorire, anche attraverso appositi incontri, come è possibile sfilare in sicurezza dando un messaggio chiaro. Facciamo i presepi viventi: i figuranti tutti con la mascherina.

Partenza dalla chiesa di San Giuseppe poi in centro tra i negozi, le luci e le installazioni natalizie. Ad annunciare il corteo il presepista Mario Rossi di San Miniato vestito da banditore richiama l’attenzione: “Udite udite, popolo di Pontedera! Vi comunico che ci sarà un censimento e tutti dovranno andare a registrarsi! Anche Giuseppe e Maria!”

Aprono il corteo i bambini della scuola materna di Pino poi le rappresentanze dei presepi in ordine di tempo a seconda del periodo in cui hanno ambientato la rappresentazione: l’anno zero, il tempo di San Francesco, l’Ottocento e il mondo contadino, i giorni di oggi.
Lo scorso anno il lockdown ha impedito lo svolgersi in presenza di ogni manifestazione nei giorni del Natale e i presepi viventi, una realtà fortemente radicata e identitaria soprattutto nelle piccole realtà, non si sono potuti tenere. Essi sono un patrimonio importante fatto di storia,  tradizione e fede che, rievocando il primo presepe vivente realizzato da San Francesco, vogliono annunciare e rappresentare la nascita di Gesù e il Natale. Un mondo fatto di volontariato ma che propone senza dubbio la possibilità di vivere momenti forti ed esperenziali.
Molte realtà però, per necessità di programmazione o perchè non ce la fanno a ripartire con le rappresentazioni, quest’anno non metteranno in scena il loro presepe vivente; in altri luoghi si stanno facendo gli straordinari per non mancare l’appuntamento con questa tradizione natalizia.

Intanto a partire da domenica 28 novembre si apre il Festival Nazionale Terre di Presepi (fino al 2 febbraio) giunto alla sua settima edizione. La rete presepiale più lunga d’Italia coinvolge parrocchie, comuni, associazioni, associazioni, diocesi e presepisti attraverso presepi viventi, vie dei presepi, presepi artistici e nelle chiese, mostre ed esposizioni presepiali. Tutto questo per raccontare il Natale come una Greccio diffusa in ogni luogo. Tutti possono iscriversi da ogni luogo d’Italia attraverso il link: http://cittadeipresepi.com/iscrivi-il-tuo-presepe/modulo-presepi. L’importante è che il presepe sia visitabile e accessibile in sicurezza con le normative covid-19.

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