Papa Leone XIV incontrerà i presepisti in udienza nell’Aula Paolo VI in Vaticano sabato 12 dicembre alle ore 9,00 in occasione del Presepe Vivente d’Italia che si svolge nello stesso giorno alla Basilica Papale di Santa Maria Maggiore a Roma. Nata per volontà di Papa Francesco la manifestazione è alla quinta edizione ed è la rappresentazione vivente in costume più importante e numerosa che viene realizzata da figuranti, cantori e artisti provenienti dall’Italia e dall’estero per riproporre gli eventi che portarono alla nascita di Gesù.
Le parole che Papa Leone XIV rivolse lo scorso Natale ai presepisti ricevuti nella sala Clementina spingono ogni presepista di nuovo a Roma per raccontare agli uomini del nostro tempo il mistero della Natività.
“Siete venuti da vari luoghi a portare presso la Tomba di Pietro la testimonianza dei mille volti con cui, da secoli, generazioni di cristiani rappresentano il Mistero dell’Incarnazione, spesso con i tratti della propria cultura e con i paesaggi della propria terra. Da qui, poi, partirete per attraversare la Porta Santa e celebrare l’Eucaristia nella Basilica Liberiana, detta la “Betlemme dell’Occidente”, ove si venera la Sacra Culla. Fu proprio quell’antica reliquia che, assieme al viaggio in Terra Santa, ispirò a San Francesco, nel 1223, di celebrare per la prima volta il Natale di Greccio, inizio della tradizione del Presepe. Da allora, in tutte le parti del mondo si è diffusa l’usanza di raffigurare nei modi più diversi la Natività del Signore, del Dio che «viene senza armi, senza la forza, […] per vincere la superbia, la violenza, la brama di possesso dell’uomo […] e condurci alla nostra vera identità» (Benedetto XVI, Catechesi, 23 dicembre 2009).
Papa Francesco diceva che davanti al Presepe, «mentre contempliamo la scena del Natale, siamo invitati a metterci spiritualmente in cammino, attratti dall’umiltà di Colui che si è fatto uomo per incontrare ogni uomo» (Lett. ap. Admirabile signum, 1° dicembre 2019, 1). È proprio così: dalla grotta di Betlemme, dove stanno Maria, Giuseppe e il Bambino nella loro disarmante povertà, si riparte per cominciare una vita nuova sulle orme di Cristo. Voi lo testimonierete nel pomeriggio, con il corteo che si snoderà per le vie della città. Esso, con le sue coreografie, con i costumi e le musiche, sarà un segno gioioso di quanto è bello essere discepoli di Gesù, il Dio fatto uomo, sole che sorge «per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace» (Lc 1,79). Ciò vi rende – oggi, ma poi sempre, come missione per la vostra vita quotidiana – pellegrini di speranza, portatori di consolazione e di ispirazione per tutti quelli che incontrate: per i piccoli e i grandi, per le famiglie, i giovani e gli anziani che troverete sul vostro cammino; per chi gioisce e per chi soffre, per chi è solo, per chi sente vivo nel cuore il desiderio di amare e di essere amato e per chi, pur con fatica, continua a lavorare con impegno e perseveranza alla costruzione di un mondo migliore.
Il Presepe, è un segno importante: ci ricorda che siamo parte di una meravigliosa avventura di Salvezza in cui non siamo mai soli e che, come diceva Sant’Agostino, «Dio si è fatto uomo perché l’uomo si facesse Dio, […] perché l’uomo abitatore della terra potesse trovare dimora nei cieli» (Sermo 371, 1).
Diffondete questo messaggio e mantenete viva questa tradizione. Sono un dono di luce per il nostro mondo che ha tanto bisogno di poter continuare a sperare”.
“Rappresentare l’evento della nascita di Gesù – scriveva il Santo Padre Francesco nella lettera Apostolica Admirabile Signum – equivale ad annunciare il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio con semplicità e gioia”. E “la rappresentazione nel presepe aiuta ad immaginare le scene, stimola gli affetti, invita a sentirsi coinvolti nella storia della salvezza, contemporanei dell’evento che è vivo e attuale nei più diversi contesti storici e culturali”.
Sono attesi duemila figuranti, come negli anni scorsi, provenienti da tutta Italia, non solo gruppi che già rappresentano il presepe nel proprio paese, ma anche artisti e artigiani di lungo corso, a chi realizza il presepe in famiglia o in parrocchia, a chi promuove mostre e iniziative ad esso riconducibili. Ai catechisti con i bambini, ai tanti giovani impegnati nelle associazioni. Ognuno ha un posto nel presepe.
Dopo l’udienza con Papa Leone XIV, i presepisti saranno attesi alla Basilica Papale di Santa Maria Maggiore dove ci sarà l’allestimento delle strutture del presepe, e la celebrazione eucaristica al termine della quale ci sarà la benedizione delle statuette di Gesù bambino.
“Abbiamo vissuto – spiega il card. Rolandas Makrickas, – molti momenti belli e di grazia nelle rappresentazioni degli anni scorsi. Ci troveremo di nuovo insieme a pregare e a lasciarci guidare dalla luce di Gesù che nasce e della cometa che ci guida nel nostro cammino terreno.”.
Alle 14,30 inizierà il presepe vivente d’Italia preceduto dall’esibizione delle bande e dei cortei storici presenti.
Dopo la scena della Natività, l’omaggio dei pastori e dei magi, i partecipanti si sposteranno all’interno della Basilica di Santa Maria Maggiore per recarsi alla reliquia della “Sacra Culla” di Gesù Bambino, proprio per questo in passato intitolata a Sancta Maria ad Praesepem.
“Hanno già aderito realtà provenienti da molte regioni. Ne aspettiamo altre. Il Presepe Vivente d’Italia a Roma è diventato in poco tempo un vero e proprio evento per la capitale, senza dubbio la rappresentazione presepiale più importante e numerosa che ha il merito di fare incontrare esperienze regionali e territoriali con i loro costumi e le loro tradizioni. Tutti insieme, senza averlo mai fatto prima e senza una conoscenza tra le persone, come per incanto, danno vita a un presepe di forte emotività che ci aiuta ad avvicinarsi al Natale”. – Spiega Fabrizio Mandorlini coordinatore dell’Associazione Nazionale Città dei Presepi che organizza con la Basilica la manifestazione.
Trattandosi di un’udienza concessa in occasione del Presepe Vivente d’Italia che viene rappresentato, tutti coloro che parteciperanno all’udienza con Papa Leone dovranno essere in costume e rappresentare un personaggio del presepe. Le diocesi, le parrocchie o i gruppi che desiderano partecipare alle iniziative sono attese con gioia. Anche se i partecipanti non sono abitualmente figuranti o presepisti, è richiesto anche ad essi, di interpretare un personaggio del presepe in costume.
Tutti sono invitati a portare il bambinello che sarà collocato nel presepe per la benedizione.
Si invita ad accreditarsi, per ragioni logistiche e per migliorare l’organizzazione della manifestazione entro il 30 settembre 2026 attraverso la procedura telematica qui sotto.
Al termine della procedura di accreditamento sarà possibile stampare il pass personalizzato con il proprio nome, indispensabile durante la giornata per il funzionamento della logistica e degli spostamenti.
Il programma, i luoghi e gli orari forniti si intendono di massima, ricalcando lo schema degli anni scorsi.
Nel dettaglio, tutte le indicazioni saranno fornite a tutti coloro che si iscrivono nel prossimo mese di novembre.
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